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lunedì 30 novembre 2015

Voglia di CINEMA: Shame (2011) - Oltre i limiti dell'amore

Buongiorno e buon inizio settimana!
Come vi anticipai già la settimana scorsa, mi accingo a parlarvi di un film che mi ha colpita parecchio: si tratta di Shame, film drammatico del 2011 diretto da Steve McQueen (noto per pellicole come Hunger, 12 anni schiavo) con protagonista uno straordinario - e ripeto, straordinario - Michael Fassbender.
La trama ruota attorno alla vita ordinaria di Brandon, uomo distaccato e metodico (da come si può facilmente intuire dall'ordine quasi maniacale con cui sono riposti libri e dischi nel soggiorno, o per la sua estrema puntualità) che nasconde un problema più grande di sé: la sua irrefrenabile, incontrollabile dipendenza dal sesso. Dipendenza che lo porta a chiudersi in bagno più volte al giorno durante le ore lavorative, a cercare su Internet filmati e immagini di sesso estremo (tanto da riempire il pc dell'ufficio di virus), fino al sedurre donne sconosciute in metropolitana. 
La fragile maschera di apparente freddezza e distacco dalla realtà che Brandon è solito indossare fa presto a cadere, poiché la vergogna (da qui il titolo del film, Shame) per la sua dipendenza, che prende sempre più l'aspetto di una vera e propria malattia, prende il sopravvento, e rischia di farlo precipitare in un baratro da cui è difficile risalire. A "scoperchiare" questo fragile vaso di Pandora arriva Sissy (interpretata da Carey Mulligan), sorella minore di Brandon, nonché il suo totale opposto. Distratta, capricciosa e disordinata, irromperà a casa del fratello sconvolgendo l'ordine della sua vita, e distruggendo alcune delle metaforiche mura in cui Brandon si era rinchiuso da tempo.





Ciò che più colpisce di questo film è quanto le battute, le spiegazioni e tutto ciò che riguarda il linguaggio verbale sia estremamente futile e superfluo. Feeling are intense, words are trivial, cantano i Depeche Mode nella bellissima Enjoy the silence. Qui è la medesima situazione: benché le prime parole di Brandon arrivino dieci minuti dopo l'inizio del film, lo spettatore riesce facilmente ad entrare nell'oscurità del suo animo, e a muoversi entro esso, deducendo quel che Brandon capirà dopo una difficile lezione: senza affetti, e soprattutto senza famiglia, è difficile guarire da una malattia così spietata e senza scampo come quella in cui la sua dipendenza sfocerà.
Vi lascio il trailer del film:

Grazie di cuore a quella meravigliosa invenzione chiamata Netflix per avermi fatto scoprire questo film e per avermelo consigliato. Adesso io lo consiglio a voi. 

Dorotea.

venerdì 7 febbraio 2014

Voglia di CINEMA: "The Words" (2012)

"Facciamo tutti scelte nella vita. Il difficile è conviverci".
Questa è indubbiamente la frase che più colpisce del film di cui vi parlerò oggi, “The Words”, in cui, come si può facilmente evincere dal titolo, le parole hanno un ruolo dominante nell'intera vicenda, ma soprattutto l’uso che se ne farà di esse.


“The Words” è un film del 2012, diretto da Brian Klugman e Lee Sternthal. Tramite uno schema del genere “storia nella storia”, un affermato scrittore, Clay Hammond (interpretato da Dennis Quaid), racconterà, dapprima durante una presentazione, poi in privato ad una sua ammiratrice, Daniella (Olivia Wilde), la storia narrata nel suo ultimo libro, il cui titolo è proprio “The Words”: in esso vengono narrate le vicende di Rory Jansen (Bradley Cooper), aspirante scrittore, i cui manoscritti vengono continuamente rifiutati dalle case editrici; nonostante ciò, la compagna Dora (Zoe Saldana) continua ad incoraggiarlo con amore.Un giorno, i due decidono di sposarsi e di trascorrere la luna di miele a Parigi (qui la scena interessante in cui Rory, in un vicolo della città, resta incantato ad ammirare la targhetta indicante quella che un tempo era stata la dimora di uno dei suoi idoli letterari, Ernest Hemingway). Sarà proprio la vacanza a Parigi a cambiare per sempre la vita di Rory: egli infatti troverà, in una vecchia cartella acquistata in un negozio d’antiquariato, un manoscritto inedito; una volta letta la travolgente storia narrata in esso, Rory deciderà di ricopiare il manoscritto per intero, per poi fingere d’averlo scritto personalmente.

Da quel momento in poi, la carriera di Rory è in ascesa: tutti sembrano adorare il suo libro, continuamente osannato dalla critica. La sua vita ha finalmente preso la giusta piega, finché un giorno un incontro inaspettato la stravolgerà del tutto; egli infatti incontrerà un uomo anziano (Jeremy Irons), dallo sguardo stanco e malinconico, il quale dapprima loda il suo lavoro, poi decide di raccontargli una storia: la storia di un giovane soldato, inviato a Parigi durante la Seconda Guerra Mondiale, affascinato dal mondo della letteratura, che ben presto conoscerà una ragazza, s’innamorerà e deciderà di stare con lei per sempre, finché una dolorosa perdita incrinerà il loro rapporto fino a distruggerlo definitivamente. Sarà proprio il forte dolore provato da quest’uomo, a spingerlo a scrivere la sua storia.
Nelle parole del vecchio, intrise di amarezza e nostalgia, Rory riconosce la storia del suo libro, e capisce che l’uomo che ha davanti è l’autore del manoscritto che ha finora spacciato per suo. Da qui la fatidica scelta: tenere il segreto o rivelare a tutti la sua colpa?

“The Words” parla di SCELTE, quelle decisioni quotidiane che possono costantemente modificare il nostro percorso di vita, poiché, come ben sappiamo, qualsiasi scelta è determinata da una conseguenza. L’importante è essere in grado di accettare tale conseguenza.

Per quanto mi riguarda, questo film è stata l’ulteriore conferma di un attore di grande spessore e versatilità come Bradley Cooper. Ovviamente l’intera scelta del cast è degna di nota, e posso affermare senza ombra di dubbio che, essendo un film d’esordio alla regia per i due registi, si tratta di un esordio notevole.






 CONSIGLIATO?= sì, sì, sì e ancora sì. Pur essendo un film drammatico, non rischia in alcun modo di “appesantire” lo spettatore, per cui, secondo me, non rischierete di annoiarvi :)

Infine, ma non per importanza, grazie ad Alex per avermi consigliato e passato il film :)
Spero che questa recensione vi sia piaciuta, e mi auguro che anche il film sia di vostro gradimento!

Alla prossima!
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